mercoledì 16 agosto 2023

Recensione di "Fiori dalla cenere" di Kate Quinn, edizioni Tea

Recensione di "Fiori dalla cenere" di Kate Quinn, edizioni Tea

Charlie ha affrontato un lungo viaggio su strade ancora dissestate dai bombardamenti. Ma adesso che è finalmente arrivata davanti a quella casa, esita. Questa è la sua ultima speranza di ritrovare la cugina Rose, scomparsa in Francia sei anni fa, nel 1941. Col cuore in gola, Charlie bussa alla porta. Ad aprire è Eve Gardiner, una donna burbera e piena di rancore, per nulla intenzionata ad aiutarla. Sta per cacciarla via, quando Charlie pronuncia il nome dell’uomo per cui lavorava Rose. E allora lo sguardo di Eve cambia. Perché sono trent’anni che lei cerca quell’uomo. Sono trent’anni che attende la sua vendetta. Eve viene sempre sottovalutata: è giovane, timida, fin troppo silenziosa. Il giorno del suo arrivo a Lille, nel 1915, con un documento falso e l’entusiasmo dei suoi vent’anni, sembra una delle tante ragazze spinte in città dalla fame, abbastanza graziosa da essere assunta come cameriera, abbastanza insignificante da passare inosservata. Nessuno sospetta che sia una spia inglese, e che capisca perfettamente le conversazioni sussurrate in tedesco dai soldati cui serve da bere. Nessuno fa caso a lei. Tranne il proprietario del locale, un collaborazionista scaltro e spregevole, che vuole aggiungerla alla sua collezione di conquiste. Per Eve, quell’uomo segnerà il suo trionfo e la sua rovina… Charlie ed Eve sono molto diverse, eppure condividono la stessa determinazione, lo stesso coraggio nel combattere per quello in cui credono. Facendo affidamento l’una sull’altra, intraprenderanno un cammino costellato di pericoli e di segreti, perché la fine della guerra non significa per forza l’inizio della pace. Ma solo scoprendo la verità saranno finalmente libere dai fantasmi del passato e pronte a guardare al futuro.”

L’autrice, per scrivere questo romanzo, ha tratto ispirazione dalla efficiente rete femminile di spionaggio, che durante la Prima Guerra Mondiale riferiva informazioni sulle operazioni tedesche con velocità e precisione, come la preparazione dell’attacco a Verdun, una delle più violente e sanguinose battaglie della storia che vide contrapposti i soldati tedeschi e quelli francesi.

La Quinn ha costruito, con mano abile e precisa, una storia intrigante ed emotivamente molto coinvolgente. Racconta con ritmo alternato e serrato le vicissitudini di due donne, due spie, che in nome della libertà lottano e combattono.

Grazie a uno stile di scrittura scorrevole, (il merito va sicuramente anche alla traduttrice) l’autrice intreccia le vicende personali di Eve e Charlie senza mai confondere il lettore che non può fare a meno di provare empatia per le due protagoniste. Con loro si trova a perseguire la verità -gridando- giustizia. Con loro prova orrore verso chi ha favorito i terribili scenari della prima e della seconda guerra mondiale collaborando col nemico.

Il romanzo mostra alla perfezione azioni di guerra attraverso l’animo femminile, rendendo ad esso giustizia. Narra delle reti di spionaggio femminili, quelle che agivano nell’ombra, che lottavano senza sottrarsi a violenze fisiche e psichiche.

Un romanzo straordinario che spiega quanto “male” può fare l’essere umano in nome dello stesso “Male”. Fa riflettere sul fatto che ancora oggi in tempi apparentemente di “Pace” ancora l’uomo inciti alla guerra portando devastazione e dolore, come se la storia letta sui libri fosse solo frutto della fantasia di qualche scrittore… come se la storia non ci avesse insegnato nulla.





Recensione de "Il mio funerale e altre cose poco importanti" di Ottavia Spaggiari edizioni bookabook

Recensione de "Il mio funerale e altre cose poco importanti" di Ottavia Spaggiari edizioni bookabook.

Giacomo Necchi, il protagonista di questa storia, è morto. Lascia un figlio, una moglie, una sorella, due nipoti, degli affezionati vicini. Ma soprattutto una passione bruciante per la scrittura che ha sempre e solo confinato al suo studio, la "stanza senza sottobicchieri", l'unico spazio della sua casa di Long Beach che per quasi trent'anni è riuscito a sottrarre all'ordine maniacale della moglie americana, Grace. Mentre le persone più importanti della sua vita si riuniscono per il suo funerale, Giacomo si accorge che la morte gli concede una prospettiva privilegiata. Si rende subito conto che tutti intorno a lui hanno qualcosa da nascondere e che non sono davvero come ha sempre creduto che fossero. Persino lui stesso ha un segreto postumo che potrebbe sconvolgere la sua famiglia. Scrittore mancato e osservatore impotente, Giacomo capisce però che questa è la più grande occasione di narrare una storia che gli sia mai capitata, e non ha nessuna intenzione di lasciarsela sfuggire.

Un romanzo brillante, ben scritto e ben delineato. Mostra uno stile fresco e molto ironico. Purtroppo lo è a tratti. Geniale l’idea di partenza ma poi l’autrice si perde a raccontare la vita dei personaggi secondari della storia, instillando nel lettore il dubbio di aver perso il filo del discorso. La partenza è straordinaria, conduce a una sana risata, così come altre molte pagine ed è per questo che quei tratti lenti interrompono in modo fastidioso la lettura.

È sicuramente un’ottima lettura che porta il lettore a riflettere sul senso della vita e su quello della morte o per meglio dire su quello che potrebbe succedere dopo la nostra morte.