lunedì 23 febbraio 2026

Recensione di "Genova di veleni e segreti" di Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso, Fratelli Frilli Editori.

Recensione di "Genova di veleni e segreti" di Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso, Fratelli Frilli Editori.

"Genova, novembre 2008. Il tenente Pietro Farné viene incaricato di indagare sulla morte di una donna, un cold case viziato da un'apparente autocalunnia. Parallelamente, Mistral Garlet viene coinvolta nelle indagini su un efferato omicidio nell'entroterra ligure. Le inchieste si intrecciano quando emergono collegamenti con altre morti misteriose e Mistral e Pietro scoprono una rete di intrighi che coinvolge sedute spiritiche, case di moda, laboratori dolciari e strane società di servizi con sede alle Cayman. Si delinea un pericoloso gioco tra passato e presente che potrebbe essere collegato agli anni di piombo genovesi e al mai risolto omicidio di Luigi Farné, lo zio di Pietro, avvenuto nel 1980, aprendo nuovi interrogativi: che significato hanno le rose che da qualche tempo qualcuno depone di nascosto sulla sua tomba? Quali verità esplosive nascondevano i documenti segreti scomparsi dopo la sua morte? Pietro si troverà così a dover affrontare i fantasmi del proprio passato, a operare scelte dolorose anche a livello personale, mettendo a rischio il rapporto con la stessa Mistral. Ma una minaccia letale incombe su di loro e ogni errore può essere l'ultimo, perché la ricerca della verità diventa ben presto una lotta all'ultimo sangue con un nemico senza volto. E la posta in palio è la vita."

Ritornano per la terza volta Mistral Garlet e Pietro Farnè grazie alle penne così ben amalgamate dei loro autori. De Bastiani e Cambiaso hanno dato vita a un romanzo che mette in evidenza, ancora una volta, quanto il loro scrivere a quattro mani sia consolidato e il loro modo di narrare sia preciso e coinvolgente. Utilizzano un registro emotivo che tiene alta l’attenzione del lettore che non può fare a meno di provare empatia per i due protagonisti principali. I personaggi sono ben caratterizzati, così come gli ambienti sono ben descritti.
Un noir da assaporare con calma, la fretta di concluderlo potrebbe fa fuggire qualche dettaglio e tutto in questo romanzo è importante.



domenica 1 febbraio 2026

Recensione di "Svolta mortale" di Daniele Cambiaso, Edizioni del Capricorno

 Recensione di "Svolta mortale" di Daniele Cambiaso, Edizioni del Capricorno

"Ottobre 1970. Il vicecommissario Lorenzo Muraro, poliziotto in profonda crisi personale, trasferito da poco alla Mobile di Genova dopo un increscioso episodio accaduto durante la rivolta di Reggio Calabria, sotto una pioggia torrenziale accorre sul luogo del ritrovamento di un cadavere, vicino al torrente Bisagno. Un cadavere strano, dice la segnalazione. Incidente o delitto? Nella morte di Antonio Caligari molti dettagli non tornano, ma di lì a poco la scena del crimine e tutta Genova finiscono sommerse da una delle alluvioni più violente della storia cittadina. Riannodare i fili non è facile. Le domande senza risposta sono tante: perché i Servizi s’interessano a quella morte, che in molti vorrebbero archiviata in fretta? Chi era Antonio Caligari? La sua morte è legata al turbolento passato degli anni di guerra o alle torbide frequentazioni del presente? Tra «angeli del fango» e vedove ambigue, imprenditori spregiudicati e reduci agguerriti, in una Genova stremata l’inchiesta si muove tra segreti inconfessabili e insidiose trame politiche, nei giorni caldi della «strategia della tensione». Fino alla svolta decisiva. Che per Muraro potrebbe diventare mortale. Un noir incalzante, ambientato in uno dei periodi più oscuri della storia repubblicana. In cui niente è come sembra a una prima occhiata."

Un romanzo giallo che definirei solenne. Il migliore che io abbia letto negli ultimi anni. La cura e l’abilità letteraria dell’autore rendono questo libro un lavoro di grande qualità. E vi spiego perché. L’autore ha deciso di scrivere in prima persona, scelta rischiosa, perché costringe il lettore a indossare i panni del protagonista, trovandosi a pensare come lui, emozionarsi e soffrire come lui. Se a tale scelta non segue una narrazione perfetta scevra da inutili voli di pensiero e parole, il rischio che il lettore possa perdersi tra le pagine è alto. E un bravo scrittore non deve tradire e lasciare solo il lettore. Il protagonista, il vicecommissario Lorenzo Muraro, viene descritto da Cambiaso con accuratezza, esattamente come uno scultore cesella la sua opera.

Troviamo una Genova distrutta dall’alluvione del 1970 che l’autore è riuscito a descrivere come un vero cronista dovrebbe fare: senza giudicare. La drammaticità della situazione, la disperazione delle persone vengono descritte con ponderazione e autenticità. Cambiaso non fa fiction, non usa parole per catturare il lettore, semplicemente narra con grande maestria, dipingendo scenari veritieri e non, come spesso a volte accade, assurdi e non corrispondenti ai fatti.

Una storia complicata, un romanzo giallo carico di tensione e risvolti inaspettati.

Profonde le riflessioni sulla vita e sulla morte, sull’umano sentire.

"Fisso quei poveri resti ricoperti di fango adagiati sulla barella e depositati sul pianale dell’autolettiga, da cui colavano rivoli limacciosi. Per terra, dentro un sacco, giace la carcassa del cane.

Non è il primo morto che vedo, eppure ogni volta mi fa quest’effetto. Osservo un corpo e mi chiedo quali siano state le sue emozioni, il suo modo di sorridere, mangiare, vestirsi, mi interrogo sulle sue passioni o le sue paure…

Tutto ciò che fa di un uomo l’individuo che amiamo o detestiamo non c’è più."





martedì 6 gennaio 2026

Recensione di "Cercherò i tuoi occhi" di Isabella Nicora Autrice Isabella Nicora, Golem Edizioni

Recensione di "Cercherò i tuoi occhi" di Isabella Nicora Autrice Isabella Nicora, Golem Edizioni.

"Negli anni Sessanta, Amelia, una giovane madre, viene separata da suo figlio, dato in adozione. Intorno a lei si stringe un silenzio complice, un muro di indifferenza e segreti che sembra invalicabile. Nonostante il dolore, trova la forza di ricostruirsi una vita, senza mai smettere di cercare il figlio perduto. Per oltre vent'anni si aggrappa a un unico indizio: un segno distintivo con cui il bambino era venuto al mondo. Un giorno sarà proprio quel dettaglio a spezzare il velo della menzogna, rivelando una verità che il tempo non ha potuto cancellare. Ci sono legami che nessuna distanza può spezzare."

Ci vuole sensibilità e intelligenza (soprattutto quella emotiva) per scrivere un romanzo di tale levatura. Bisogna non solo conoscere l’animo umano, ma saperlo comprendere in tutte le sue sfumature. È necessario sapersi avvicinare alle zone d’ombra dell’essere umano, quelle stanze buie che noi stessi rendiamo inaccessibili, dove chiudiamo quello che del nostro vissuto e del nostro essere fa paura anche a noi. Dove sigilliamo ricordi, errori, dolori. Dove imprigioniamo la nostra capacità di andare oltre. Oltre le apparenze, le consuetudini, i giudizi. Bisogna amare la vita e il prossimo per dare vita a un romanzo di straordinaria umanità come questo. Perché Amelia potrebbe essere la ragazza timida e spigolosa che incontriamo ogni mattina; Cecilia, invece, quella donna apparentemente forte con la quale scambiamo due parole quando siamo in fila alla cassa del supermercato; Raffaella quella ragazza pallida, che pare aver paura della sua stessa ombra, che ogni tanto vediamo camminare lungo la pista ciclabile… e così per altri personaggi ai quali la Nicora ha dato vita.
Una storia che ci coglie impreparati, che a tratti spaventa, raccontata con tatto e cura. Una storia di amori rubati, taciuti, contrapposti. Una storia di vita.
Con una scrittura delicata che profuma di poesia, la Nicora pagina dopo pagina ci conduce lungo una strada incerta e tortuosa così come è la vita ma, nello stesso tempo, ci insegna che l’amore, soprattutto quello filiale, non ha mai fine. Anzi si rigenera.


giovedì 1 gennaio 2026

Recensione di "NoirIA" di Massimo Villa, Edizioni All Around.

 Recensione di "NoirIA" di Massimo Villa, Edizioni All Around.


"Ernesto Palmieri è uno scrittore genovese sulla cinquantina, specializzato in saggi sportivi sul padel. Il suo editore, Corradi, gli comunica che il mercato è saturo di racchette e palline, dovrà scrivere un romanzo noir, genere in cui Ernesto non ha alcuna esperienza. Soprattutto da quando l'astro nascente del noir italiano, Macrì — suo rivale editoriale e personale — continua a umiliarlo anche sul campo da padel. Disperato e senza idee, Ernesto accetta l'aiuto del suo amico Davide, un informatico brillante e paranoico, che gli propone di usare NoirIA, una nuova intelligenza artificiale sperimentale capace di generare trame complesse. All'inizio tutto sembra filare liscio: l'IA inizia a scrivere un noir ambientato nella Germania del 1954 con una misteriosa macchina narrante. Ma ben presto, qualcosa non torna. Ma NoirIA non si limita a suggerire storie. Vuole raccontarne una ben precisa."

Con una scrittura fresca e vivace, Villa ci propone un romanzo brioso pieno di colpi di scena, così come del resto è la vita: un caos all’interno del caos spesso comandato dal caso e dal destino. L’autore porta il lettore su una linea di confine: di qua la realtà e di là la narrazione. E che narrazione, oserei dire una vera e propria filosofia di pensiero.
Un romanzo che non è solo un noir, ma un susseguirsi di considerazioni sulla scrittura, sulle parole scritte. L’opera stimola l’introspezione portando il lettore a riflettere sulla sua stessa esistenza, esistenza che forse noi stessi scriviamo dando vita a un brogliaccio che a volte ha dell’assurdo. Un romanzo che racconta la vita mostrandola da mille angolazioni e che lancia un messaggio: la nostra vita sarà anche una stanza avvolta dal disordine, ma è proprio quest’ultimo a renderci umani.
Un romanzo intelligente, originale, credo unico nel suo genere che passa da zone d’ombra a zone sommerse dalla luce: «L’idea era folle ma affascinante: creare un sistema in grado di generare realtà attraverso la narrazione strutturata. Niente magia. Solo parole, struttura, ritmo. Narrazione come meccanismo attivo».
Ed ecco che la penna di Villa pone il lettore davanti a diverse domande: e se la finzione della narrazione diventasse realtà? Se i personaggi prendessero forma tanto da palesarsi così come li abbiamo narrati? Cosa accadrà quando la storia terminerà?

Ecco perché Noir IA è un romanzo sorprendente, perché pur essendo un noir è qualcosa di nuovo che interroga senza giudicare la risposta. Forse una storia che un pochino inquieta. La narrazione, infatti, è così pulita e chiara da sconfinare oltre la finzione e percepirla reale: «Quindi… se lo scrivi succede?»

Non manca l’ironia: «Isoverde era il genere di posto che anche Google Maps visitava malvolentieri. Frazione dimenticata del ponente genovese, a metà tra una cava di pietra e una cartolina dimenticata…»

Un romanzo da leggere con intelligenza (anche quella emotiva) predisponendosi a comprendere che l’intelligenza artificiale non può fare tutto. Può imitare, ma non può riprodurre il futuro: quello è solo degli umani. Fortunatamente.