venerdì 15 settembre 2023

Recensione di "Non perdiamoci di vista" di Federica Bosco, Garzanti edizioni.

Recensione di "Non perdiamoci di vista" di Federica Bosco, Garzanti edizioni.

“È l’ennesimo 31 dicembre, e Benedetta lo trascorre con gli amici della storica compagnia di via Gonzaga, gli stessi amici che, negli anni Ottanta, passavano i pomeriggi seduti sui motorini a fumare e a scambiarsi pettegolezzi, e che ora sono dei quarantenni alle prese con divorzi, figli ingestibili, botulino e sindrome di Peter Pan. Ma quello che, a distanza di trent’anni, accomuna ancora quei «ragazzi» è l’aspettativa di un sabato sera diverso dal solito in cui, forse, succederà qualcosa di speciale: un bacio, un incontro, una svolta. Un senso di attesa che non li ha mai abbandonati e che adesso si traduce in un messaggio sul telefonino che tarda ad arrivare. Un messaggio che potrebbe riannodare il filo di un amore che non si è mai spezzato nonostante il tempo e la distanza, che forse era quello giusto e che torna a far battere il cuore nell’era dei social, quando spunte blu, playlist e selfie hanno preso il posto di lettere struggenti, musicassette e foto sbiadite dalle lacrime. Una nostalgia del passato difficile da lasciare andare perché significherebbe rassegnarsi a un mondo complicato, competitivo e senza punti di riferimento, che niente ha a che vedere con quello scandito dai tramonti e dal suono della chitarra intorno a un falò. Fino al giorno in cui qualcosa cambia davvero. Il sabato diverso dagli altri arriva. L’inatteso accade. La vita sorprende. E allora bisogna trovare il coraggio di abbandonare la scialuppa e avventurarsi a nuoto nel mare della maturità, quella vera.”

Una scrittura fluida, scorrevole. Un romanzo ben scritto, nessuno potrebbe sostenere il contrario. Profonde le tematiche: bullismo che viene trattato con delicatezza; angosce adolescenziali; separazioni; matrimoni falliti; tradimenti, malattia; disabilità.
Tutto fila liscio, personaggi ben caratterizzati anche se stereotipati, dialoghi veritieri… tutto perfetto. Forse troppo perfetto. Persino il dolore, persino la malattia, persino i sentimenti.
Quello che ha reso piacevole la lettura è l’ironia che l’autrice è riuscita a far esternare alla protagonista, Benedetta, e a sua madre, il personaggio che io ho preferito, anche se mi viene da chiedermi se esistono davvero madri così…
Tanti i luoghi comuni e poche le emozioni.



Nessun commento:

Posta un commento