sabato 13 giugno 2026

Recensione de "Il giglio d'acqua" di Ivana Librici, edizioni Solferino.

 Recensione de "Il giglio d'acqua" di Ivana Librici, edizioni Solferino.

"Ada e Nancy sono amiche fin da quando Nancy è arrivata a casa di Ada come empleada per i mestieri domestici, per poi diventare quasi una sorella. Dalle loro avventure a piedi nudi tra le rosse strade sterrate di San Ignacio de Velasco, in Bolivia, sono trascorsi decenni; oggi, a tenere teso il filo che lega Nancy e Ada è Paula, in qualche modo figlia di entrambe e ora in procinto di diventare madre in Italia. Si rinnova così il pacto de sangre stretto da bambine dall’altra parte del mondo, e il passato torna, insinuandosi nel presente. Mentre la gravidanza dell’ancora liceale Paula prosegue tra dubbi e speranze, Ada fa i conti con sogni tormentosi, con il ricordo dell’infanzia assieme a Nancy e della notte in cui l’ha vista per l’ultima volta. Forse è arrivato il momento di chiedersi cosa sia successo, davvero, quella notte: e la donna si imbarca in un percorso di scoperta che la condurrà di nuovo in Bolivia sulle tracce di un progetto dai contorni inquietanti. Un prete ormai anziano ma da sempre chiacchierato, fuggito da una precedente vita nell’Europa nazista, potrebbe infatti avere la chiave per risolvere il mistero della scomparsa di Nancy. Con una scrittura limpida e un’ammaliante ricchezza di immagini, Ivana Librici ci porta in una Bolivia complessa e autentica, raccontata e percepita con tutti i sensi, tra gli odori della vegetazione, i sapori dei pasti condivisi, i colori degli abiti, delle strade e delle missioni. Indagando l’alleanza tra donne e la forza dei legami al di là di qualsiasi definizione, va al cuore del miracolo dell’amicizia, capace di resistere al tempo e di toccare molte vite."

Una scrittura pulita, una penna molto abile, un bellissimo romanzo di vita, d’amore e di spalancato dolore. L’autrice sicuramente conosce i luoghi che descrive, perché lo fa con maestria senza appesantire la narrazione. Il romanzo, in parte, è ambientato in Bolivia alla fine degli anni settanta, fino ad arrivare ai giorni nostri. Passato e presente, con l’aiuto di molti flashback, si intrecciano per raccontare la storia di due donne meravigliose.
La Librici riporta a galla uno spaccato storico: quello dei padri gesuiti arrivati in Bolivia nel ‘700 e quello dei nazisti che in quella terra, verso la seconda guerra mondiale, trovarono rifugio. I personaggi sono ben delineati, mostrati in tutte le loro sfumature. Allo stesso modo viene ben rappresentato il contesto sociale in cui vivono. Un romanzo sorprendente, che riesce a dare vita alle più svariate emozioni; un romanzo che grida amore, giustizia e verità.