martedì 22 settembre 2026

Recensione de "Il finale si scrive da sé" di Evelyn Clarke, Mondadori

Recensione de "Il finale si scrive da sé" di Evelyn Clarke, Mondadori.

"Le vite di sei scrittori e scrittrici emergenti stanno per cambiare per sempre: un invito misterioso ed esclusivo li conduce a Skelbrae, l'isola privata al largo della Scozia dove il leggendario Arthur Fletch si è ritirato per lavorare al suo ultimo, attesissimo romanzo. Al loro arrivo, però, scoprono che Fletch è morto e che il libro è rimasto incompiuto. Decisi a pubblicarlo comunque, l'agente e l'editore dello scrittore lanciano agli invitati una sfida impossibile da rifiutare: ciascuno avrà settantadue ore per inventare un finale degno di Fletch, vincendo così una ricompensa milionaria e un contratto da tre libri con la Merriweather Press. Un'occasione che capita una sola volta nella vita. Il riscatto che ciascuno di loro cerca dopo anni di sforzi, delusioni e rifiuti. Isolati dal mondo, armati solo di una macchina da scrivere e di una pila di fogli colorati, i sei si ritrovano intrappolati in un vortice di ambizione, vanità e segreti. Ma i segreti, si sa, non restano mai tali a lungo, e perdere il controllo della propria storia può avere conseguenze molto pericolose. Il finale si scrive da sé è un giallo brillante e pungente, che si diverte a giocare con i cliché dei generi letterari e i retroscena dell'industria editoriale. E, mentre i protagonisti rincorrono la fama tanto agognata, una cosa diventa sempre più chiara: se iniziare un romanzo è difficile, arrivare vivi all'ultima riga, su quest'isola, potrebbe essere la vera sfida."

Se sei scrittore o conosci il mondo degli scrittori, sicuramente in questo romanzo riconoscerai te stesso e molti altri. Già, questo è un libro che andrebbe letto da tutti gli scrittori, soprattutto da quelli che scrivono gialli. Perché ridere di noi stessi fa sempre bene, ma non solo, ridere di noi stessi ci migliora.

La struttura narrativa è originale, l’inizio è lento e le descrizioni degli ambienti risultano essere un tantino pesanti ma poi la storia procede e ti cattura. Ogni personaggio afferra carta e penna e prende voce catapultando il lettore in uno stato di tensione continua.
Il risultato è ottimo… anche se: tutto appare com’è ma nulla è come appare.

Il romanzo offre una visione globale sui diversi generi letterari ma soprattutto su quello che un lettore (non scrittore) ignora: il mondo degli editor, dell’editoria, degli scrittori e degli agenti letterari.
Le autrici portano a gallo il lato oscuro di questi scenari dove purtroppo spesso la passione artistica e il talento non vengono ripagati. Un ambiente arrivista, a volte spietato, dove molti sgomitano, oscurano gli altri con recensioni false e consigli sbagliati e dove pochi riescono a emergere.
E a proposito di questo: per distinguersi e per eccellere c’è qualcuno che sarebbe disposto a compiere qualsiasi cosa? Anche a uccidere?