sabato 24 marzo 2018

Recensione di "Le tre signore" di Irene SchiavettaCoedit Edizioni
Un romanzo ben costruito. La Schiavetta mostra uno stile letterario che non ha nulla da invidiare ai più grandi -scrittori-. C'è sostanza in quello che scrive perché i messaggi che lascia al lettore sono sostanziosi. Uno tra questi è che: “La riservatezza è una delle virtù meno celebrate e più preziose”. 
E' la storia di tre donne che vivono in un paesino, Folasca, siamo negli anni Sessanta. E' un paesino fatto di persone retrograde e molto pettegole. Tutto ciò però non impedirà la nascita della grande amicizia tra queste donne e tanto meno impedirà il suo forte incedere. La loro storia si snoda per mano di un'altra donna, siamo ai giorni nostri, che ereditando la casa di una delle tre donne, inevitabilmente farà i conti con il loro passato. Non è un giallo, non c'è suspense. C'è molto di più: c'è l'amore. L'amore di cui tutti abbiamo bisogno ma che purtroppo a volte viene sporcato da cattiveria, invidia ed ignoranza. E' un romanzo che si conclude con una grande verità: che il sentimento dell'amicizia “più a lungo dell'amore può dare un senso alle proprie giornate”. 



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