domenica 10 aprile 2022

Recensione di "Ridendo, quindi sul serio", di Elisabetta Violani, Echos Group Italia

Recensione di "Ridendo, quindi sul serio", di Elisabetta Violani, Echos Group Italia.

«Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto.»
Con questa frase presa in prestito da Oscar Wilde, la Violani apre il suo libro… e che libro! Un libro che urla l’amore e la passione per la vita che l’autrice, con penna “allegra” e precisa, dichiara a gran voce.
Elisabetta Violani fa sorridere il lettore, di un riso che potremo definire “amaro”, perché la realtà e la vita che descrive sono amare.
È un romanzo autobiografico, che narra le sue vicissitudini universitarie, di neolaureata, di condomina di un palazzo di un “quartiere galleggiante”, come lo chiama lei. Un racconto distaccato che la Violani racconta con positività, quello che hanno le persone che sanno che non sempre si vince, che molte volte si perde, ma che è, comunque, necessario lottare. Perché la vita è molto più di quello che abbiamo.
L’autrice è una donna che ha saputo credere in se stessa, che ha lottato e ha deciso di cambiare. Inventandosi un’altra vita. E che vita! Non dimentica da dove è partita, semplicemente fa tesoro delle sue esperienze perché, se la vita è una continua lotta tra il bene e il male, è pur sempre l’esperienza a formare e cambiare una persona.
Il libro è diviso in tre parti.
Nella prima “Scrivere per non morire. Memorie tragicomiche di un'ex ricercatrice” la Violani racconta le speranze di giovani neolaureati che lavorano gratis nelle università e nei laboratori. Racconta una triste e schiacciante realtà…
La seconda è un racconto che parrebbe quasi di fantascienza ma che invece è la descrizione di una disarmante città, la “città giardino” di Marassi a Genova, quello che lei chiama “Il quartiere galleggiante”.
La terza “Racconti per fuori di testa”, sembra una rappresentazione teatrale, dove i personaggi che via via compaiono sul palco recitano una commedia tragicomica.
“Ridendo, quindi sul serio” è un romanzo brillante, è vero, ma soprattutto è un romanzo intelligente scritto da una donna intelligente. Ed è solo con l’intelligenza che può nascere la riflessione.


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