domenica 2 febbraio 2020

Recensione de "L'assoluzione" di Heine Bakkeid, Giunti Editore

Recensione de "L'assoluzione" di Heine Bakkeid, Giunti Editore
“Milla Lind, famosa scrittrice bestseller, sta lavorando al prossimo romanzo che si ispira a un vero caso di cronaca, quello di due ragazzine scomparse da una casa-famiglia sei mesi prima. Ma da quando Robert, il poliziotto che l'aiutava nelle indagini, è morto in tragiche circostanze, la donna è caduta in una profonda depressione e non è più riuscita a scrivere una sola pagina. La casa editrice decide così di affiancarle privo dei caratteri tradizionalmente attribuiti agli eroi
Aske, l'ex poliziotto dell'Unità Speciale, esperto in interrogatori e serial killer, che cerca di rimettersi in piedi dopo il terribile incidente in cui ha perso la sua compagna e per il quale non solo è rimasto sfigurato ma è stato anche condannato a tre anni di prigione. Nonostante ciò, il suo istinto non è stato scalfito e basta poco a Thorkild per capire che l'affascinante e sensuale scrittrice sta nascondendo la verità. Quando qualcuno tenta di investirlo, quella che doveva essere una semplice consulenza diventa a tutti gli effetti un'indagine molto pericolosa che lo metterà sulle tracce di un temibile serial killer: che la caccia abbia inizio.”
Uno stile letterario vivace e perfetto. Un storia intricata, intrigante, ricca di suspense. Una storia tragica e purtroppo sotto alcuni aspetti non distante dalla cronaca. Il protagonista è un ex poliziotto, Thorkild Aske, un uomo privo di quei caratteri attribuiti agli eroi.
Lo si può definire un antieroe.
Thorkild è un uomo preso a sassate dalla vita, è un vero depresso con seri e veri motivi per esserlo. Ha il viso sfigurato e il cuore spezzato dai sensi di colpa. È dipendente dagli oppiacei per sopportare il dolore fisico e per tenere a bada il disagio psicologico. È un uomo che nonostante tutto non molla, vede ancora una luce in fondo al tunnel e crede ancora che la vita sia un gioco tutto da vivere. È un ottimo amante, un vero amico, sta distinguere il male dal bene o meglio sa essere il male e sa essere il bene. Dosa alla perfezione questi due forze che muovono l'essere umano che è -composto- sia dal bene che dal male. È l'equilibrio tra questi due fattori che spesso viene a mancare. Thorkild questo lo sa ma la scrittrice Milla Lind invece no. Anche lei è provata dalla vita, ma invece di combattere in prima persona lascia risolvere i suoi problemi agli altri, usando benissimo quello che ha in mezzo alla gambe. Anche lei ha un passato pesante e il romanzo gira proprio intorno a quel passato... e non solo.
L'autore è riuscito a mettere insieme storie tragiche e violente. Ogni personaggio ha la sua storia e tutte queste storie si aggrovigliano formano nodi su nodi mietendo vittime. Solo Thorkild riuscirà a sbrogliare la matassa fermando il male... almeno per un po'.

venerdì 24 gennaio 2020

Recensione de -L'assassino- di Georges Simenon

Recensione de -L'assassino- di Georges Simenon
"Il primo martedì di gennaio il dottor Hans Kuperus lascia Sneek, il paesino della Frisia in cui vive, e si reca ad Amsterdam, come tutti i primi martedì del mese. Questa volta, però, non partecipa alla riunione dell'Associazione di Biologia, né va a pranzo dalla cognata. Compra una rivoltella, se la mette in tasca, riprende il treno, poi il traghetto che attraversa lo Zuydersee, poi un altro treno. Solo che, prima di arrivare a Sneek, il convoglio rallenta e si ferma. Allora il dottor Kuperus agisce quasi senza riflettere: scende e si avvia, camminando nella neve, verso il bungalow in riva al lago dove (come ha appreso da una lettera anonima) troverà la moglie in compagnia del suo amante. Tutto avviene molto rapidamente: quando i due escono, Kuperus li uccide e getta i corpi nel lago. Dopodiché, come ogni sera, raggiunge al caffè i membri dell'Accademia di Biliardo. Di quella istituzione, che accoglie tutti i notabili del luogo, Kuperus sogna da tempo di essere eletto presidente: ma forse ora potrà riuscirci, perché il presidente in carica (il conte Shutter, l'uomo più ricco del paese, quello che ha la casa più bella, la barca più bella, le donne più belle, anche sposate) giace in fondo al lago, decisamente morto. A casa, dopo, Hans Kuperus farà una cosa che aveva a lungo desiderato: si porterà a letto Neel, la florida domestica. Così comincia questo romanzo, in cui Simenon segue la discesa nell'abisso di uno dei suoi eroi più tipici: uno di quelli che osano passare la linea e ne pagano il prezzo."
Non avevo mai letto nulla di Simenon, lo confesso. Ho iniziato con questo libro. Per lo stile narrativo asciutto e lento che lo caratterizza, l'ho trovato un libro faticoso. La vicenda è profondamente umana, drammatica. Protagonista una società borghese e ipocrita. Kuperus è un uomo condannato da se stesso a scendere all'inferno senza nessuna possibilità di risalita. Tra lui e la vita, tra lui e il resto mondo si delinea una linea di confine. Invidia, gelosia, cattiveria e ferocia. Quattro ingredienti fondamentali. Kuperus al centro sopraffatto da tutto e tutti. Non è propriamente un giallo, è qualcosa di più: un libro che scava nei meandri più bui della nostra mente.

sabato 18 gennaio 2020

Recensione del libro di Isabel Allende- "Amore", Universale Economica Feltrinelli.

Ho finito di leggere questo libro di Isabel Allende- "Amore" Universale Economica Feltrinelli.
Non si può, o almeno, io, non riesco a recensire un libro di questo tipo. Davanti a un libro così, io, semplicemente mi inchino.
Isabel Allende è un'autrice che a me -aggiusta- la vita e la vita ha sempre bisogno di essere -aggiustata-. Punto.
-Amore e desiderio secondo Isabel Allende, le sue pagine migliori. "La mia vita sessuale è iniziata presto, più o meno a cinque anni, all'asilo delle monache orsoline, a Santiago del Cile". Così inizia l'introduzione di Isabel Allende a questa raccolta delle sue più belle pagine dedicate all'amore. Dal Risveglio alla Maturità, passando per Il primo amore, La passione, La gelosia, Gli amori contrastati, Humour ed eros, La magia dell'amore e L'amore duraturo, Isabel Allende introduce ogni tema, sintetizza la visione di quel particolare aspetto della relazione, contestualizza i brani prescelti e ne approfitta per ripercorrere la sua autobiografia in materia amorosa aggiungendo nuovi aneddoti all'affresco della sua vita intima. I brani sono tratti dalle sue opere più amate: "Eva Luna", "Il Piano infinito", "La casa degli spiriti", "La figlia della fortuna", "L'isola sotto il mare", "Inés dell'anima mia", "Ritratto in seppia", "Afrodita", "Zorro", "La somma dei giorni".-

sabato 4 gennaio 2020

Recensione di "Studio sex" di Liza Marklund edizioni Marsilio

Recensione di "Studio sex" di Liza Marklund edizioni Marsilio

“Annika Bengtzon è una giovanissima giornalista alle prese con il primo incarico. Mentre ancora fatica a orientarsi nell'ambiente frenetico e spietato del giornalismo professionale, in un cimitero viene ritrovato il cadavere di una ballerina, stuprata e strangolata. Principale sospettato: un ministro. Annika si butta a capofitto nell'indagine e nel giro di poco tempo porta alla luce una storia di corruzione che coinvolge sex club e ambienti nazionalisti. Un mondo pericoloso, fatto di sesso e violenza, che rischia di travolgerla.”
Lettura coinvolgente, trama intricata che segue comunque una logica. La storia si muove in campi molto delicati anzi per meglio dire scottanti. La protagonista è Annika Bengtzon una giovane donna alle sua prima esperienza come giornalista di cronaca nera. Le tematiche sono forti: vite alla deriva, deliri di onnipotenza, che sfociano in violenza soprattutto verso le donne, e un mondo politico falso e corrotto. Quando il lettore crede di aver capito tutto ecco che un colpo di scena ribalta la situazione, senza comunque deluderlo. Un buon giallo che riterrei anche un giallo psicologico.