Recensione di "Cercherò i tuoi occhi" di Isabella Nicora Autrice Isabella Nicora, Golem Edizioni.
"Negli anni Sessanta, Amelia, una giovane madre, viene separata da suo figlio, dato in adozione. Intorno a lei si stringe un silenzio complice, un muro di indifferenza e segreti che sembra invalicabile. Nonostante il dolore, trova la forza di ricostruirsi una vita, senza mai smettere di cercare il figlio perduto. Per oltre vent'anni si aggrappa a un unico indizio: un segno distintivo con cui il bambino era venuto al mondo. Un giorno sarà proprio quel dettaglio a spezzare il velo della menzogna, rivelando una verità che il tempo non ha potuto cancellare. Ci sono legami che nessuna distanza può spezzare."
Ci vuole sensibilità e intelligenza (soprattutto quella emotiva) per scrivere un romanzo di tale levatura. Bisogna non solo conoscere l’animo umano, ma saperlo comprendere in tutte le sue sfumature. È necessario sapersi avvicinare alle zone d’ombra dell’essere umano, quelle stanze buie che noi stessi rendiamo inaccessibili, dove chiudiamo quello che del nostro vissuto e del nostro essere fa paura anche a noi. Dove sigilliamo ricordi, errori, dolori. Dove imprigioniamo la nostra capacità di andare oltre. Oltre le apparenze, le consuetudini, i giudizi. Bisogna amare la vita e il prossimo per dare vita a un romanzo di straordinaria umanità come questo. Perché Amelia potrebbe essere la ragazza timida e spigolosa che incontriamo ogni mattina; Cecilia, invece, quella donna apparentemente forte con la quale scambiamo due parole quando siamo in fila alla cassa del supermercato; Raffaella quella ragazza pallida, che pare aver paura della sua stessa ombra, che ogni tanto vediamo camminare lungo la pista ciclabile… e così per altri personaggi ai quali la Nicora ha dato vita.
Una storia che ci coglie impreparati, che a tratti spaventa, raccontata con tatto e cura. Una storia di amori rubati, taciuti, contrapposti. Una storia di vita.
Con una scrittura delicata che profuma di poesia, la Nicora pagina dopo pagina ci conduce lungo una strada incerta e tortuosa così come è la vita ma, nello stesso tempo, ci insegna che l’amore, soprattutto quello filiale, non ha mai fine. Anzi si rigenera.

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