Recensione di "Ci sono anche giorni di primavera" di Mélissa Da Costa - Auteure, edito Rizzoli.
È su un amore acerbo, fatto ancora soprattutto di passione, che in un giorno parigino di fine ottobre cade la graffiata, insopportabile, del destino. Succede quando François Louvier, quarantadue anni, talentuoso attore di teatro a un passo dal divorzio, è vittima di un incidente con lo scooter che lo lascia paraplegico. Di lì a qualche giorno sarebbe andato a vivere con la giovane Léo, l'amante. Chiunque sembra pronto a scommettere che Léo, ventiquattro anni appena, davanti a questa catastrofe improvvisa, semplicemente, se ne andrà: François per primo, uomo sanguigno, scostante, innamorato come un ragazzino ma che non la vuole legare a sé per compassione. E invece Éléonore resta. Non per dovere, né per ostinazione, ma per qualcosa di più difficile da nominare: un sentimento che cambia forma, che si incrina e si ricompone, che cerca un nuovo modo di esistere. Insieme, si troveranno a fare i conti con le proprie ambizioni e i sogni infranti, e con quelli che, inattesi, possono ancora nascere. E, passo dopo passo, tra cadute e slanci, si avvicineranno alla domanda fondamentale: fino a che punto ci si può spingere ad amare? Fino a che punto, in fin dei conti, è un bene cedere ai sentimenti, aprirsi e lasciarsi aprire dall'altro? E così, in un altro luogo, via da Parigi, dove l'aria di primavera dissemina nuovi profumi, queste domande troveranno le loro risposte."
La Da Costa racconta la frustrazione di uomo che si trova a vivere in un corpo che non riconosce più. Rabbia, impotenza, eterno sconforto albergano in lui: la sua vita ridotta a un sacchetto di coriandoli. Della sua esistenza rimangono le briciole. Nel contempo narra la pazienza ostinata di una donna che si vede costretta ad amare un uomo nuovo. Il tutto descritto con delicatezza e senza alcuna retorica. La domanda che il lettore si porrà a fine romanzo sarà: fino a che punto ci si può spingere ad amare? Fino a che punto l’amore conta e smuove?
Una storia carica di pathos che insegna che aspettare la primavera, dopo un inverno rigido, non è solo vana speranza ma fiducia in noi stessi. Come sempre, Melissa Da Costa, con una scrittura frizzante e sicura, cattura il lettore donandogli ancora una volta pagine d’amore. L’amore, la nostra unica salvezza.

Nessun commento:
Posta un commento