martedì 10 ottobre 2023

Recensione de "L'enigma del gatto" di Sonia Sacrato, edizioni I dobloni del Covo della Ladra.

Recensione de "L'enigma del gatto" di Sonia Sacrato, edizioni I dobloni del Covo della Ladra.


Quando nel novembre del 2016 un'esondazione del fiume Po trascina le imbarcazioni gemelle, il Valentino II e il Valentina II, affondando quest'ultima, nessuno può immaginare che la stessa porti con sé un terribile segreto. Circa un anno dopo, infatti, durante le operazioni di recupero del Valentina II, insieme al battello, viene estratto anche il corpo di una vittima, rimasta intrappolata nel fango. Toccherà al vicequestore Luca Ferraris, e alla sua squadra, indagare su quello che appare subito un efferato delitto. E mentre Natale è alle porte, Cloe, e il suo inseparabile gatto Pablo, raggiungono Luca a Torino per trascorrere le vacanze per la prima volta sotto lo stesso tetto: un passo che aveva richiesto una grossa prova di fiducia soprattutto da parte di lei. Ma non tutto va come sperato perché anche Cloe, suo malgrado, si ritrova coinvolta in un nuovo omicidio che arriva ad intorpidire un'indagine già molto difficile. Tra gli abbracci della sua amica Roberto, drag queen e titolare di uno dei locali più trendy di Torino, le imprese dell'aspirante giornalista Alex e una nuova e inaspettata amicizia, Cloe si ritroverà ad indagare su un doppio caso dai risvolti inaspettati."

Quello della Sacrato è uno stile letterario unico. Singolare e prepotente. La grinta e la voglia di raccontare fanno da padrone anche in questo terzo romanzo dove nemmeno l’atmosfera natalizia riesce a tenere a bada Cloe. E nemmeno su Pablo, il suo fedele compagno di vita, la festa più attesa dell’anno ha un effetto calmante.
Cloe e Pablo.
Pablo e Cloe.
Cosa sarebbe Cloe senza il suo gatto? E Ferraris, il vicequestore, chi sarebbe senza Cloe? Potrebbe farcela senza di lei?
Ho apprezzato tutti i personaggi di questo libro per la loro autenticità e soprattutto perché nessuno di loro è scontato. Ognuno è necessario per portare avanti una storia dalla trama avvincente e ben costruita.
Ho amato soprattutto Roberto, la drag queen, che mi piacerebbe avere come migliore amica, come dispensatrice di buoni consigli.
E poi c’è Torino, questa città dalle mille sfaccettature e colori. Seria e enigmatica. Sarà per questo che la parola enigma compare nel titolo?

“Non tutti i casi vengono risolti, non tutti i morti ottengono giustizia.”

Un romanzo giallo che non si adagia sulla banalità. Che racconta il male contrapponendo a quest’ultimo il bene.
Si dice che niente appare com’è e nulla è come appare. Davvero è così? E allora quel corpo rimasto intrappolato nel fango, che durante le operazioni di recupero del Valentina II, viene estratto, cosa vuole dirci? Quale segreto vuole portare a galla? Perché anche i morti parlano, pur stando bene zitti.
Un giallo che sorprende e che non dimentica che l’amore esiste. Eccome se esiste. Lo sa bene l’autrice che ha scelto di devolvere una parte delle ricavato delle vendite all’Associazione Progetto AISHA, contribuendo così a dare sostegno alle donne vittime di abusi.


martedì 3 ottobre 2023

Recensione di "I monti negati" di Francesco Mancuso, Leucotea.it edizioni.

Recensione di "I monti negati" di Francesco Mancuso, Leucotea.it edizioni.


"Tonno - un piccolo paesino nell’appennino alle spalle di Genova. È lì che scompare Agata Banchero ed è lì, tra le ancestralità della montagna, che Nicola Piccoli, giovane avvocato d’origine calabrese, ha deciso di stabilirsi. Ed è la scomparsa, turbando l’ordito della quotidianità, a rivelare un intreccio in cui il micro mondo diviene croce-via dinamico delle vite, delle passioni e del malaffare coinvolgendo Nicola in un’indagine che andrà ben oltre i confini cittadini fino a rivelargli anche qualcosa di sé."

Una scrittura precisa, attenta e sicura. Una storia accattivante. Luoghi bene descritti, personaggi ben caratterizzati. Quello che ho apprezzato di questo romanzo giallo è la sua struttura così perfetta. Compaiono tutte le fasi, ovvero la situazione iniziale, la rottura o complicazione, il Climax, lo scioglimento e la conclusione.
Tutto è chiaro, persino i sentimenti. Si prova empatia per il giovane avvocato Piccoli che vaga per i -suoi monti- in cerca anche di se stesso e... della verità.



martedì 26 settembre 2023

Recensione de “Il vento conosce il mio nome” di Isabel AllendeI, Feltrinelli Editore.

Recensione de “Il vento conosce il mio nome” di Isabel AllendeI, Feltrinelli Editore.


“Vienna, 1938. Samuel Adler è un bambino ebreo di sei anni il cui padre scompare durante la Notte dei cristalli, quando la sua famiglia perde tutto. La madre, per salvarlo, lo mette su un treno che lo porterà dall’Austria all’Inghilterra. Per Samuel inizia così una nuova fase della sua lunga vita, sempre accompagnato dal suo fedele violino e dal peso dell’incertezza e della solitudine. Arizona, 2019. Anita Díaz, sette anni, sale su un altro treno con sua madre per sfuggire a un pericolo imminente nel Salvador e cercare rifugio negli Stati Uniti. Ma il loro arrivo coincide con la nuova politica di separazione famigliare, e Anita si ritrova sola e spaventata in un centro di accoglienza a Nogales. Lontana dai suoi affetti e senza certezze, si rifugia su Azabahar, una magica stella che esiste solo nella sua immaginazione. Nel frattempo Selena Durán, una giovane assistente sociale, chiede aiuto a un avvocato di successo nella speranza di rintracciare la madre di Anita. Intrecciando passato e presente, Il vento conosce il mio nome racconta la storia di due personaggi indimenticabili, entrambi alla ricerca di una famiglia. È una testimonianza delle scelte estreme a cui i genitori sono costretti, una lettera d’amore ai bambini che sopravvivono ai traumi più devastanti senza mai smettere di sognare.”
 
“Nessuno sceglie di abbandonare tutto e fuggire: si fa per disperazione.”

Un romanzo che, come tutti quelli della scrittrice cilena, si legge con gli occhi del cuore, sospirando tra una pagina e l’altra. La Allende ancora una volta fa centro e lo fa con una storia “forte”, attraverso dei personaggi con i quali è facile empatizzare fin da subito, con un dramma che lascia, comunque, spazio alla speranza.
Racconta una triste vicenda, quella dell’immigrazione e quella dei rifugiati intrecciando presente e passato. Narra il dolore, la violenza, il bisogno di fuggire che trova ragione nella speranza, quella che spinge tante famiglie ad abbandonare la propria terra per costruirsi un futuro migliore o perlomeno accettabile. Racconta la storia di due bambini costretti a separarsi dalle loro famiglie trovandosi a sopravvivere in una terra non loro. Straordinaria la figura di una donna americana che, insieme a un avvocato italo americano, si prodiga per salvaguardare i migranti minorenni che viaggiano da soli. Il romanzo lancia un messaggio di speranza e soprattutto pone l’attenzione sul delicato lavoro che svolgono certi professionisti che tendono una mano, fornendo supporto e protezione, a chi per disperazione è costretto ad abbandonare tutto e fuggire.



venerdì 15 settembre 2023

Recensione di "Non perdiamoci di vista" di Federica Bosco, Garzanti edizioni.

Recensione di "Non perdiamoci di vista" di Federica Bosco, Garzanti edizioni.

“È l’ennesimo 31 dicembre, e Benedetta lo trascorre con gli amici della storica compagnia di via Gonzaga, gli stessi amici che, negli anni Ottanta, passavano i pomeriggi seduti sui motorini a fumare e a scambiarsi pettegolezzi, e che ora sono dei quarantenni alle prese con divorzi, figli ingestibili, botulino e sindrome di Peter Pan. Ma quello che, a distanza di trent’anni, accomuna ancora quei «ragazzi» è l’aspettativa di un sabato sera diverso dal solito in cui, forse, succederà qualcosa di speciale: un bacio, un incontro, una svolta. Un senso di attesa che non li ha mai abbandonati e che adesso si traduce in un messaggio sul telefonino che tarda ad arrivare. Un messaggio che potrebbe riannodare il filo di un amore che non si è mai spezzato nonostante il tempo e la distanza, che forse era quello giusto e che torna a far battere il cuore nell’era dei social, quando spunte blu, playlist e selfie hanno preso il posto di lettere struggenti, musicassette e foto sbiadite dalle lacrime. Una nostalgia del passato difficile da lasciare andare perché significherebbe rassegnarsi a un mondo complicato, competitivo e senza punti di riferimento, che niente ha a che vedere con quello scandito dai tramonti e dal suono della chitarra intorno a un falò. Fino al giorno in cui qualcosa cambia davvero. Il sabato diverso dagli altri arriva. L’inatteso accade. La vita sorprende. E allora bisogna trovare il coraggio di abbandonare la scialuppa e avventurarsi a nuoto nel mare della maturità, quella vera.”

Una scrittura fluida, scorrevole. Un romanzo ben scritto, nessuno potrebbe sostenere il contrario. Profonde le tematiche: bullismo che viene trattato con delicatezza; angosce adolescenziali; separazioni; matrimoni falliti; tradimenti, malattia; disabilità.
Tutto fila liscio, personaggi ben caratterizzati anche se stereotipati, dialoghi veritieri… tutto perfetto. Forse troppo perfetto. Persino il dolore, persino la malattia, persino i sentimenti.
Quello che ha reso piacevole la lettura è l’ironia che l’autrice è riuscita a far esternare alla protagonista, Benedetta, e a sua madre, il personaggio che io ho preferito, anche se mi viene da chiedermi se esistono davvero madri così…
Tanti i luoghi comuni e poche le emozioni.



mercoledì 16 agosto 2023

Recensione di "Fiori dalla cenere" di Kate Quinn, edizioni Tea

Recensione di "Fiori dalla cenere" di Kate Quinn, edizioni Tea

“Charlie ha affrontato un lungo viaggio su strade ancora dissestate dai bombardamenti. Ma adesso che è finalmente arrivata davanti a quella casa, esita. Questa è la sua ultima speranza di ritrovare la cugina Rose, scomparsa in Francia sei anni fa, nel 1941. Col cuore in gola, Charlie bussa alla porta. Ad aprire è Eve Gardiner, una donna burbera e piena di rancore, per nulla intenzionata ad aiutarla. Sta per cacciarla via, quando Charlie pronuncia il nome dell’uomo per cui lavorava Rose. E allora lo sguardo di Eve cambia. Perché sono trent’anni che lei cerca quell’uomo. Sono trent’anni che attende la sua vendetta. Eve viene sempre sottovalutata: è giovane, timida, fin troppo silenziosa. Il giorno del suo arrivo a Lille, nel 1915, con un documento falso e l’entusiasmo dei suoi vent’anni, sembra una delle tante ragazze spinte in città dalla fame, abbastanza graziosa da essere assunta come cameriera, abbastanza insignificante da passare inosservata. Nessuno sospetta che sia una spia inglese, e che capisca perfettamente le conversazioni sussurrate in tedesco dai soldati cui serve da bere. Nessuno fa caso a lei. Tranne il proprietario del locale, un collaborazionista scaltro e spregevole, che vuole aggiungerla alla sua collezione di conquiste. Per Eve, quell’uomo segnerà il suo trionfo e la sua rovina… Charlie ed Eve sono molto diverse, eppure condividono la stessa determinazione, lo stesso coraggio nel combattere per quello in cui credono. Facendo affidamento l’una sull’altra, intraprenderanno un cammino costellato di pericoli e di segreti, perché la fine della guerra non significa per forza l’inizio della pace. Ma solo scoprendo la verità saranno finalmente libere dai fantasmi del passato e pronte a guardare al futuro.”

L’autrice, per scrivere questo romanzo, ha tratto ispirazione dalla efficiente rete femminile di spionaggio, che durante la Prima Guerra Mondiale riferiva informazioni sulle operazioni tedesche con velocità e precisione, come la preparazione dell’attacco a Verdun, una delle più violente e sanguinose battaglie della storia che vide contrapposti i soldati tedeschi e quelli francesi.

La Quinn ha costruito, con mano abile e precisa, una storia intrigante ed emotivamente molto coinvolgente. Racconta con ritmo alternato e serrato le vicissitudini di due donne, due spie, che in nome della libertà lottano e combattono.

Grazie a uno stile di scrittura scorrevole, (il merito va sicuramente anche alla traduttrice) l’autrice intreccia le vicende personali di Eve e Charlie senza mai confondere il lettore che non può fare a meno di provare empatia per le due protagoniste. Con loro si trova a perseguire la verità -gridando- giustizia. Con loro prova orrore verso chi ha favorito i terribili scenari della prima e della seconda guerra mondiale collaborando col nemico.

Il romanzo mostra alla perfezione azioni di guerra attraverso l’animo femminile, rendendo ad esso giustizia. Narra delle reti di spionaggio femminili, quelle che agivano nell’ombra, che lottavano senza sottrarsi a violenze fisiche e psichiche.

Un romanzo straordinario che spiega quanto “male” può fare l’essere umano in nome dello stesso “Male”. Fa riflettere sul fatto che ancora oggi in tempi apparentemente di “Pace” ancora l’uomo inciti alla guerra portando devastazione e dolore, come se la storia letta sui libri fosse solo frutto della fantasia di qualche scrittore… come se la storia non ci avesse insegnato nulla.





Recensione de "Il mio funerale e altre cose poco importanti" di Ottavia Spaggiari edizioni bookabook

Recensione de "Il mio funerale e altre cose poco importanti" di Ottavia Spaggiari edizioni bookabook.

“Giacomo Necchi, il protagonista di questa storia, è morto. Lascia un figlio, una moglie, una sorella, due nipoti, degli affezionati vicini. Ma soprattutto una passione bruciante per la scrittura che ha sempre e solo confinato al suo studio, la "stanza senza sottobicchieri", l'unico spazio della sua casa di Long Beach che per quasi trent'anni è riuscito a sottrarre all'ordine maniacale della moglie americana, Grace. Mentre le persone più importanti della sua vita si riuniscono per il suo funerale, Giacomo si accorge che la morte gli concede una prospettiva privilegiata. Si rende subito conto che tutti intorno a lui hanno qualcosa da nascondere e che non sono davvero come ha sempre creduto che fossero. Persino lui stesso ha un segreto postumo che potrebbe sconvolgere la sua famiglia. Scrittore mancato e osservatore impotente, Giacomo capisce però che questa è la più grande occasione di narrare una storia che gli sia mai capitata, e non ha nessuna intenzione di lasciarsela sfuggire.“

Un romanzo brillante, ben scritto e ben delineato. Mostra uno stile fresco e molto ironico. Purtroppo lo è a tratti. Geniale l’idea di partenza ma poi l’autrice si perde a raccontare la vita dei personaggi secondari della storia, instillando nel lettore il dubbio di aver perso il filo del discorso. La partenza è straordinaria, conduce a una sana risata, così come altre molte pagine ed è per questo che quei tratti lenti interrompono in modo fastidioso la lettura.

È sicuramente un’ottima lettura che porta il lettore a riflettere sul senso della vita e su quello della morte o per meglio dire su quello che potrebbe succedere dopo la nostra morte.









giovedì 13 luglio 2023

Recensione de "La morte non ha rispetto" di Daniela Piazza Laurana Editore.

Recensione de "La morte non ha rispetto" di Daniela Piazza Laurana Editore.

"È una fredda mattina d'inverno a Celle Ligure, ridente località balneare della Riviera ligure, quando l'anziana Annarita e la sua scorbutica badante Elena si ritrovano di colpo testimoni di un orrendo delitto che sconvolge la quiete del paese. Il maresciallo Talarico, da loro chiamato con un certo ritardo sulla scena del crimine, avrà il suo bel da fare per venire a capo di una storia apparentemente senza senso, che porterà alla luce segreti gelosamente custoditi, invidie, rancori, attività misteriose e addirittura criminali. In un marasma di nuove piste e possibili colpevoli, il maresciallo dovrà anche riuscire a tenere a bada la strana coppia formata da Annarita ed Elena, che non vogliono saperne di essere escluse da quella che considerano la "loro" indagine..."

Un giallo ben strutturato dove nulla è lasciato al caso. Personaggi ben delineati che si muovono in una Celle Ligure descritta come un buon pittore la dipingerebbe sulla tela. Arte, cultura, libri… ma non solo, perché questo romanzo lascia spazio anche al sociale, toccando temi di una disarmante attualità.
Tutto parte dall’uccisione di un prete ritrovato morto nella sua canonica. Tanti potrebbero essere gli assassini a partire dalla perpetua… ma forse è la misteriosa bionda, che è stata vista entrare in parrocchia alle tre di notte, che brutalmente ha fatto fuori Don Luigi… oppure la badante ucraina di un’arzilla vecchietta… oppure ancora quel barbone… insomma lo scoprirete leggendolo. La Piazza, oltre ad avere una penna precisa ed elegante quanto basta, sa anche come tenere il lettore inchiodato al libro: lancia sospetti apparentemente fondati per poi ribaltare tutto. Un giallo umano, allegro ma non troppo che fa anche venire l’acquolina in bocca quando la cucina ligure trionfa sui tavoli.
Un giallo che sa parlare d’amore, del senso del dovere, del significato vero della famiglia, della maternità e della disperazione che provoca la solitudine. Un giallo che invoglia anche ad andare avanti, ad aprire un nuovo libro dopo averlo terminato perché, come afferma Montesquieu: “Non ho mai avuto un dolore che un’ora di lettura non abbia dissipato”.