domenica 28 luglio 2024

Recensione de "Le api non vedono il rosso" di Giorgio Scianna, Einaudi editore

 Recensione de "Le api non vedono il rosso" di Giorgio Scianna, Einaudi editore.


“Una sera come tante Giulio torna dall'ufficio, e davanti al cancello della sua casa di Pavia trova ad aspettarlo una frotta di giornalisti. Dall'altra parte dell'Italia un'auto ha travolto e ucciso una bambina, sebbene nessuno la stesse conducendo. Era una macchina a guida autonoma, e l'ingegnere che si è occupato del progetto è proprio lui. Fino a un istante prima Giulio era un marito e un padre qualunque, con un lavoro sicuro, una famiglia che gli voleva bene e lo aspettava a casa per cena: adesso è al centro di un assedio. I litigi con la moglie, le discussioni con i ragazzi che nel frattempo diventano sempre più adulti, la cronaca cittadina che mormora e soprattutto la strategia difensiva da preparare con l'avvocato. E così, mentre Tania cerca di salvare il loro matrimonio, mentre Chiara si chiude in se stessa e Ale si prende cura di uno dei bambini in difficoltà a cui fa da allenatore di calcio, Giulio si ritrova all'improvviso nell'occhio del ciclone. Chi è il responsabile di quella morte: il conducente o il progettista? Quando inizia il processo, i suoi colloqui con il giudice sono un duello psicologico, un botta e risposta e insieme una strettissima danza a due. Tra ritmi serrati da romanzo processuale e il racconto intimo di una famiglia di fronte alla prova più difficile, Scianna affronta argomenti inesplorati, che hanno a che fare con l'etica del futuro, l'intelligenza artificiale e le zone d'ombra delle nostre responsabilità individuali.”

Un’idea originale e accattivante, una scrittura fluida e chiara, uno stile letterario consono alla storia, personaggi e ambienti ben caratterizzati… tutto questo fa di questo romanzo, un ottimo romanzo.
E non solo. Quello che fa grande questo libro sono le descrizioni delle emozioni, che sono tante e tutte contrastanti.
“Di chi è la colpa quando la colpa non c’è?” ma soprattutto trovato il colpevole il caso si risolve?
L’autore pone il lettore davanti a tanti interrogativi. Ribalta la vita del protagonista e della sua famiglia che da un momento all’altro è sulla bocca di tutti. Tutti giudici. È sempre necessario trovare il colpevole. Non sarebbe meglio capire, invece, il motivo per il quale le cose accadono?
Non so se esistano auto così avanzate come la Chandra ma credo che in futuro questo potrebbe essere possibile. L’idea mi spaventa. Quello che accade a Giulio nel romanzo (quindi nella fiction), potrebbe anche accadere a noi nella vita reale. E purtroppo nella vita reale esistono i social…


lunedì 15 luglio 2024

Recensione di "Eredità nera" di Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso, Fratelli Frilli Editori.

Recensione di "Eredità nera" di Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso, Fratelli Frilli Editori.


“Genova, giugno 2015. Bruno Sartori è un insegnante quarantenne introverso e solitario, la cui vita è stata segnata irrimediabilmente dall’incidente stradale che l’ha reso orfano quando era giovanissimo. Vive a Genova in compagnia dell’anziano e burbero zio Cesare, che una mattina scompare senza lasciare traccia di sé. Bruno non immagina che andando alla sua ricerca scoperchierà un passato oscuro di cui non aveva mai minimamente avuto sentore. Mentre l’indagine dei carabinieri fatica a individuare una pista, Bruno riceve strane telefonate e viene pedinato. Ad aiutarlo finalmente a riannodare i fili della misteriosa vita parallela dello zio è Andrea Rovera, sottufficiale dei carabinieri poco incline a seguire i regolamenti e le etichette. Scavare nel passato della famiglia Sartori per Bruno e Andrea significa muoversi tra Genova e Torino confrontandosi con alcune delle pagine più controverse della storia italiana del Novecento, svelare segreti che qualcuno vorrebbe restassero celati per sempre e per i quali è disposto a uccidere. Significa, però, anche imprimere una svolta alla propria esistenza e, forse, per la prima volta aprirsi a un sentimento mai vissuto prima. Nonostante un passato intriso di sangue. Nonostante un’eredità nera come la morte.”

Ho sempre guardato i libri scritti a quattro mani con una certa perplessità. Mi sono sempre ricreduta per il libri della coppia Novelli-Zarini e quelli della coppia De Bastiani-Cambiaso. Loro riescono a confezionare dei romanzi gialli ben strutturati e soprattutto ben scritti. Non è una cosa scontata. Ogni scrittore ha un proprio stile, il rischio di far uscire qualcosa di poco leggibile è sempre dietro l’angolo quando si scrive in due. Loro invece ci riescono. E ci riescono proprio bene.
In questo caso con -Eredità nera- ci sono riusciti benissimo. Una trama ricca di colpi di scena che mischia passato e presente, dove niente appare come è e nulla è come appare.
Una storia carica di misteri, per tanti versi drammatica, ambientata in una Genova e in una Torino che, per come vengono descritte, incantano il lettore.
Pagina dopo pagina l’adrenalina sale e la curiosità si raddoppia.
Ottime le descrizioni degli ambienti, magistralmente caratterizzati i personaggi. Un giallo che lascia il segno… un segno profondo.



sabato 29 giugno 2024

Recensione di "Mio marito" di Maud Ventura SEM Società Editrice Milanese

 Recensione di "Mio marito" di Maud Ventura SEM Società Editrice Milanese


“La protagonista di questo romanzo è una donna ancora innamorata del marito dopo quindici anni vissuti insieme. I due sono sulla quarantina e formano una coppia perfetta: due figli brillanti, una grande casa, successo sociale. Ma sotto questa apparente felicità coniugale lei cela una passione morbosa nei confronti del marito, mentre lui sembra accontentarsi di una relazione serena e distaccata: i suoi baci sono veloci e il corpo nudo della moglie non lo eccita più. Per dimostrare a se stessa che il marito non la ama – o almeno non abbastanza – lei inizia a spiare ogni suo movimento, cercando i segni del disamore. Dal lunedì alla domenica annota metodicamente le sue "colpe" e immagina i dolori da infliggergli, le trappole da tendergli, gli inganni per metterlo alla prova. Di fronte alle altre donne che le sembrano sempre più belle di lei, deve essere la più ordinata, la più in forma, la più desiderabile. Ridiamo, ci preoccupiamo, ci identifichiamo e non sappiamo a cosa porterà questo faccia a faccia coniugale mentre la tensione sale a ogni pagina.”

Per quanto molte pagine di questo libro facciano sorridere, il romanzo è profondo.
Una scrittura fluida e precisa che pone il lettore davanti alle dinamiche di coppia. Dopo tanti anni, inevitabilmente, la passione cambia, non è più quella avvertita durante il fidanzamento. Tutto si trasforma soprattutto dopo l’arrivo dei figli. Ma come cambia e soprattutto cosa resta? L’autrice mostra un punto di vista interno a un matrimonio, forse il suo punto di vista? E questo, purtroppo, per me è il limite del romanzo: se non la si pensa come lei la lettura suscita una certa tristezza. E la tristezza nasce nell’apprendere che esistono donne che si sentono così poco all’altezza dei loro mariti da tenere un diario segreto dove poter dare sfogo alle proprie ansie e angosce. Invece di affrontare il dialogo preferiscono soffrire il silenzio. Il bisogno d’amore le costringe a tradire per sentirsi amate. Forse, però, è proprio questo l’intento dell’autrice: farci conoscere questa parte di mondo femminile. Sicuramente il libro fa riflettere e costringe il lettore a interrogarsi sulle dinamiche di coppia.
Quest’ultimo, però, non troverà le risposte. Alla fine della lettura avrà solo una conferma, ovvero che la gelosia non porta mai a nulla di buono.



domenica 23 giugno 2024

Recensione di "Parole riflesse" di Elisabetta Violani, edizioni Echos Group Italia.

 Recensione di "Parole riflesse" di Elisabetta Violani, edizioni Echos Group Italia.

“Parole riflesse, è una raccolta di racconti, alcuni di ispirazione autobiografica, che rispecchiano l’attuale momento storico, la società che ci circonda e gli eventi della vita, a volte banali, a volte imprevedibili e folli. Tuttavia, per la maggioranza degli esseri umani, l’esistenza consiste in una quotidianità ripetitiva e monotona che per essere affrontata necessita di forza e coraggio. Il tono vivace della prosa si alterna a quello tragicomico, per lasciare spazio a momenti malinconici o di forte critica sociale. L’autrice tratta gli argomenti più disparati, passando da profonde analisi psicologiche individuali a tematiche universali che riguardano l’umanità intera.
Secondo una visione caleidoscopica dell’esistenza, la vita è degna di essere vissuta se non si tradisce mai sé stessi raggiungendo quella consapevolezza che permette di rapportarsi con gli altri in maniera diretta ed empatica e quindi di amare, nonostante tutto. “Conosci te stesso” e “Diventa ciò che sei”, affrontare sempre e comunque il viaggio per realizzare sé stessi, sono forse gli scopi che danno un senso al tutto, assieme alla ricerca della bellezza che non esiste là dove non c’è il bene.”

Cantava Luigi Tenco: “Una vita inutile vivrai se non farai di te quel che vuoi…” questo è il messaggio che la Violani lancia nel suo ultimo libro. Con una prosa precisa e sottile l’autrice narra la vita in tutte le sue sfumature. L’ironia accompagna il lettore pagina dopo pagina in questa raccolta di racconti. Un'ironia profonda che porta a galla un arcobaleno di emozioni. La Violani scrive con -intelligenza emotiva- perché coinvolge intimamente il lettore che focalizza la sua attenzione sia sull’individuo che sulla società. Come gestiamo le nostre e altrui emozioni? Siamo veramente quello che vogliamo essere? Ci conosciamo davvero e, soprattutto, ci accettiamo per come siamo? Vogliamo tutti la bellezza eppure la nostra società sembra prodigarsi più per il male che per il bene. Il male può esistere dove c’è bellezza? È su questi temi che l’autrice ci porta a riflettere, solleticandoci dentro per spingerci a connetterci con noi stessi e con i nostri sentimenti. Da sempre la Violani si distingue per la sua capacità di entrare nell’animo umano in modo tragicomico. In questo ultimo romanzo, però, si è superata.


domenica 2 giugno 2024

Recensione di "Per un'ora d'amore" di Piergiorgio Pulisci Piergiorgio Pulixi, edito Rizzoli.

Recensione di "Per un'ora d'amore" di Piergiorgio Pulisci Piergiorgio Pulixi, edito Rizzoli.


“Il legame tra un padre e una figlia è qualcosa di sacro che niente e nessuno dovrebbe spezzare. Maria Donata aveva promesso al suo, Italo, che, per quanto fosse andata lontano da casa, avrebbe sempre trovato un modo di ritornare. Quando però viene uccisa, con indosso un abito da sposa che non le apparteneva, è Italo ad abbandonare la pace delle sue vigne nel sud della Sardegna e volare a Milano, dove la vita aveva portato Maria Donata, per prendersi cura del nipotino Filippo “Pippo” di due anni e scoprire cosa possa essere accaduto alla figlia. Dopo otto mesi di indagini infruttuose, l’omicidio però rischia di essere archiviato e Italo ha un’unica speranza: il criminologo Vito Strega. Già dai primi accertamenti, la sua squadra ha il sospetto che questa morte sia collegata a una serie di femminicidi che stanno scuotendo la città: un disegno criminale più ampio e oscuro, nel quale nessuna donna sembra essere al sicuro.”

Uno stile letterario preciso che dà vita a una narrazione non lineare che crea suspense e mostra diverse prospettive della storia. Un romanzo carico di situazioni, temi e luoghi che, pur sovrapponendosi, non generano confusione ma si completano perfettamente.
Un componimento -forte- ambientato in una Milano spietata, violenta e carica di crudeltà, dove i personaggi, ben caratterizzati, risultano essere tutti diversi soprattutto nell’animo. L’autore mostra una grande capacità riuscendo a calarsi nei meandri più scuri dell’essere umano dove gioia e dolore si mischiano, così come il bene e il male. Un’opera carica di attualità che affronta un tema difficile e delicato, quello della violenza di genere. Un argomento difficile e pericoloso da trattare. Pulixi lo fa senza cadere nella retorica, nel banale e nel -già detto-. Interessa e travolge il lettore con misura e delicatezza conducendolo passo dopo passo a quella disarmante quotidianità che sembra impossibile debellare: la -violenza contro le donne-.
Argomento trattato in tutte le sue forme: dall’annientamento della soggettività sul piano psicologico, economico e sociale, fino arrivare ai barbari omicidi.
L’autore ci fa amare, fin dalle prime pagine, Donata Seu, una ragazza tranquilla che dalla Sardegna va a vivere a Milano insieme al suo piccolo Filippo, senza sapere che proprio a Milano troverà la più brutale delle morti. Così come la troverà il padre di Donata, non nel fisico ma dentro -nel cuore-. Perché un femminicidio non riguarda solo la vittima ma anche tutti i suoi affetti.
Pulixi tratta questa striscia di sangue, che sembra non aver mai fine, con profondità d’animo. Per trattare un argomento di spessore come la violenza di genere non basta avere talento e non basta nemmeno conoscere la psicologia femminile. Serve avere cognizione e competenze sulle dinamiche sociali e sul patriarcato. Non basta leggere i giornali di cronaca, non basta dire: -Io sono contro-. Pulixi mostra tutto questo, spazia tra cultura e conoscenza di queste disarmanti dinamiche sociali che portano a epiloghi disperati.
Un romanzo giallo che non è solo un romanzo giallo. Questo libro è un noir che ci pone davanti a una domanda: nasciamo buoni e poi crescendo la società che ci circonda ci insegna il male? Oppure è solo una questione genetica che disegna la nostra indole?



giovedì 16 maggio 2024

Recensione de "La famiglia perfetta" di Shalini Boland, Newton Compton editori.

 Recensione de "La famiglia perfetta" di Shalini Boland, Newton Compton editori.


"Quest’anno, per le vacanze estive, Beth e Niall Kildare hanno deciso di fare le cose in grande: si scambieranno la casa con Renzo e Amber Mason. I Kildare e i loro figli trascorreranno l’estate nella stupenda villa italiana dei Mason, mentre questi ultimi la passeranno nell’accogliente cottage dei Kildare nel Dorset. La villa sulla Costiera amalfitana è davvero incredibile, e i Kildare si godono giornate all’insegna del sole e delle nuotate in piscina. Ma proprio quando sembra che nulla possa guastare la vacanza, Beth scopre in fondo a un armadio una vecchia foto che ritrae Niall insieme ad Amber Mason. I due si conoscevano già? E se è così, perché suo marito non gliel’ha detto? Beth decide di chiedere direttamente a Niall, ma l’atteggiamento elusivo del marito la fa andare su tutte le furie, tanto da spingerla ad allontanarsi per recuperare la calma. Quando ritorna alla villa, trova Niall riverso sulla terrazza della piscina. Morto. Chi può aver fatto una cosa simile? E, soprattutto, lei e i bambini sono in pericolo? La vacanza da sogno si trasforma così nel più spaventoso degli incubi…”

Un romanzo giallo molto accattivante.
La narrazione si sviluppa in prima persona, attraverso l’alternarsi di due voci femminili, quella di Beth e Amber, le due protagoniste. La Boland è molto abile nel passare da un personaggio all’altro. Lo stile narrativo è semplice e il ritmo è rapido e incalzante. Le descrizioni degli ambienti e la caratterizzazione dei personaggi sono pressoché perfetti. Un giallo carico di luci e ombre. Amore e odio si alternano così come il dolore e la gioia. Ottimi tutti gli show, don't tell. La Boland sa come arrivare al lettore toccando le sue corde più sensibili portando a galla emozioni contrastanti.
“La famiglia perfetta” risulta essere un ottimo giallo grazie anche ai dialoghi così precisi, curati e mai ripetitivi. Vivace e dettagliata la descrizione dei due mondi, quello di Amber (costiera amalfitana) e quello di Beth (Inghilterra). L’autrice descrive magistralmente le dinamiche tossiche che possono instaurarsi in una coppia. Ottimo il finale che risulta essere conforme alla trama e nello stesso tempo inaspettato.
“L’amore non è semplicemente un sentimento. È una cosa fisica, tangibile. Una cosa terribile”
Forse… o forse no, aggiungo io.



domenica 28 aprile 2024

Recensione de "La storia della casa dei sogni" di Silvio Zenoni edizioni Leucotea.it.

Recensione de "La storia della casa dei sogni" di Silvio Zenoni edizioni Leucotea.it.


“Un ragazzo che desidera trascorrere l’ultima notte con la sua amante, un poeta in cerca della parola per concludere la sua opera, un contadino che vuole vedere per l’ultima volta il suo paese. Questi e altri sono i personaggi che abitano la casa, un particolarissimo hospice per malati terminali dove “coloro che sono affetti da patologie polmonari possono fumare all'impazzata, i cardiopatici possono correre per tutto il giardino, i diabetici rimpinzarsi di ogni tipo di dolci”. In questo luogo estremo e paradossale approda Anna, una cartomante sensitiva che stravolgerà per sempre la storia della casa e i destini degli ospiti, vaticinando avvenimenti felici.”

Con una scrittura chiara e frizzante, l’autore ha confezionato un piccolo romanzo che arriva al cuore fin dalle prime pagine. È la storia di un hospice dove, al contrario di quello che normalmente viene da pensare quando si parla di queste strutture, la protagonista è la vita. E non la morte. La vita che fa sognare, la vita che ha ancora da argomentare e desiderare. Ambienti ben descritti. Personaggi caratterizzati in modo empatico che prendono il lettore per mano e lo conducono nelle loro vite e desideri. Non basta la diagnosi infausta che è stata fatta a loro per convincerli a morire prima, a considerarsi già morti. Con la morte ci giocano grazie alla complicità che hanno avuto e che ancora hanno con la vita. E poi c’è Anna, personaggio favoloso. Anna e le sue carte che mescola, dosa e usa con cura.
Non è facile trattare di certi argomenti così come ha fatto Zenoni. Ci vuole una buona dose di intelligenza emotiva, coraggio e determinazione. Il rischio di cadere nel banale poteva essere dietro l’angolo ma l’autore è riuscito a proseguire sempre dritto percorrendo una strada che gli era ben chiara fin dall’inizio senza prendere mai svolte brusche e improvvise. Svolte che avrebbero potuto deludere il lettore. Anzi, l'autore stupisce il lettore pagina dopo pagina, soprattutto con un finale inaspettato.
-La storia della casa dei sogni- è un romanzo utile, un romanzo che nonostante l’argomento fa sorridere. È un abbraccio caldo. Un abbraccio che profuma di vita.